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sominni

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Mi chiamo Sonia...quando dico che mi chiamo così, in India, tutti letteralmente esultano...."like Sonia Gandhi!" e mi fanno sentire ancora più accetta di quanto già lo sia...
Se mi guardo indietro non mi pento di niente! Ho sempre fatto con tenacia ciò che ho voluto...
Ovviamente lavorando si possono fare molte più cose e quindi....viaggiare! Amo il movimento di ogni mia cellula ovunque perchè mi sento eterea...!! L'Asia è per me la seconda casa ma credo che possa diventare la prima!! Almeno una volta all'anno devo andare in India e per il resto scoprire altri angoli che completino la mia entusiastica ricerca verso la spiritualità!

Mi piace cavalcare l'onda, camminare a piedi nudi, ridere fino a sentirsi male, respirare l'energia dei luoghi, ascoltare l'armonia dei suoni, scoprire la bellezza delle anime...

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alla scoperta di luoghi incontaminati
gli artisti da scoprire

SONIA loves ASIA

Sono una viaggiatrice nel DNA da quando ne ho preso coscienza, viaggio da anni, viaggio per lavoro, per passione...in giro per il mondo e dentro di me...
December 02

VITA FASE II

 

VITA FASE II

 

 

 

E’ finita l’età’ degli ideali

Ora si fanno i fatti

E si cercano di comprendere tutti i messaggi a cui questa vita ci ha messo di fronte

Si crea cosi’ un collegamento univoco

Che porta ad estreme verità

Guardandosi ancora piu’ dentro

Per scoprire che prima di tutto l’uomo cerca la pace

Il silenzio

Gli unici mezzi che ti fanno apprezzare lentamente

Il bello del percepire l’involucro dei nostri sensi

E sentire

Solo cosi’ si va avanti

Accettando e plasmando

Per quello che siamo venuti a fare qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho paura

Ogni giorno incredibilmente meno

L’accettazione pure e’ energia positiva che ti costruisce

E protegge

Dai pensieri inquinanti e non obbiettivi

Affronterò questa vita come merita

Sembrerò agli occhi di molti quasi superficiale

Perche’ non interverrò piu’ a molte conversazioni

Come se quello che ascolterò e’ un passo che io ho già percorso

Per trovare oggi un processo di cambiamento inevitabile

Frutto di sofferenza e realizzazione della propria forza interiore

Bisogna prima avere paura di misurarsi realmente

E’ come un processo automatico

Che porta ancora una volta a pensieri positivi e costruttivi

Come se la tua anima di fronte a te con cui tu stai discorrendo, ad un certo punto tira fuori l’inevitabile e l’incredibile dicendo….E ora che fai?

 

 

 

 

(Roma, 2 dicembre 2008 00.36 dopo l’ 1/10/2008)

 

April 24

Chapter 19: BANGKOK SOLA ANDATA

- T H A I L A N D -
 
Saluto Ho Chi Minh City dal finestrino dell'aereo che mi sta per riportare dopo quasi 1 mese e mezzo a Bangkok. La mia missione in Indocina è ora terminata, a questo punto mi merito lo svaccamento totale su qualche isola.
 
Ma prima di realizzare i miei piani, ho l'appuntamento in albergo con miei amici/colleghi della mia ex compagnia aerea che sono in sosta a Bangkok per qualche giorno. Arrivo da loro intorno alle 21. Sono veramente felice di vederli, perchè se non qui, in Italia è più difficile incontrarsi e stare un po'insieme. Ci sono Massimo, Lele, Paolo e il fratello di Massi, Stefano. Ce ne andiamo tutti insieme a mangiar tipico in un ristorantone che sta sotto ad una specie di tendone da festa dell'Unità dove ti puoi fare un BBQ molto buono a base di carne, pesce e verdure, spendendo veramente cifre irrisorie. Dopo cena restiamo tutti in camera di Paolo a rilassarci e a sbellicarci dalle risate fino a tardi. Il giorno dopo c'era in programma di andare sulle isole tutti assieme, ma i bagordi della sera prima non ce lo permettono, così si resta a Bangkok.
 
Questi sono i giorni del "Songkram" la festa di fine anno thailandese, la cui cosa peculiare sono i grandi gavettoni d'acqua che ci si becca per le strade! Oltre a inzupparti, i thailandesi usano anche imbrattarti con una poltiglia bianca ricavata con acqua e riso. Così quella sera, tutti vestiti "da spiaggia" andiamo a Kao Sarn Road, dove praticamente è guerra aperta e delirio. Ste che ci aspettava già lì, si era nel frattempo armato dal pomeriggio ed aveva con sè una pistola ad acqua. Non so quanta acqua abbiamo preso ma so quando ci siamo stradivertiti!
 
Nonostante l'ora tarda, io e Paolo la mattina dopo ce ne siamo andati a Koh Chang trascinandoci fuori dalla stanza come due zombie, mentre gli altri non sono riusciti ad alzarsi dal letto. Abbiamo preso il pullman locale che dopo 6 ore ci avrebbe portato sulla costa a Trat e da lì col traghetto fino a KC. E' inutile dire che anche qui c'era il Songkram e tutto il tragitto fino al resort ce lo siamo fatti bombardati da secchiate d'acqua, cercando di nasconderci sotto le grate interne del taxi. Anche al Tree House, il resort fricchettone e pittoresco in cui siamo andati era guerra aperta, l'armistizio è stato rispettato solo durante l'ora di cena. Io e Paolo, per questa volta, abbiamo preferito evitare l'ennesimo bagno, così ce ne siamo andati via da lì per rilassarci da un'altra parte. Nel frattempo al ristorante del Tree House mi avevano fregato le infradito che avevo lasciato all'entrata del locale, questo perchè tutti hanno le stesse infradito nere uguali comprate qui! Così mi son presa un paio a caso, ma al buio ne ho beccato un paio sfondato, così la mattina successiva m'è toccato andare a comprarne un altro paio. Paolo mi prendeva troppo in giro sulle scarpe anche se la sera dopo le hanno fregate anche a lui! Ah ah! Il nostro soggiorno al Tree House è stato ultrarilassante e nonostante i miei buoni propositi di far vedere a Paolo l'isola, siamo rimasti tutto il tempo svaccati sulla spiaggia. Siamo poi tornati a Bangkok il giorno seguente, perchè Paolo l'indomani avrebbe avuto il volo di rientro per l'Italia.
 
Il giorno dopo, dopo aver salutati gli altri in partenza, io e Ste ce ne siamo andati a Kao Sarn a mangiare una cosa e poi da lui. Per 2 mesi Stefano s'è preso in affito una stanza proprio dietro Kao Sarn (grande!). La sua stanzetta è molto essenziale e ti dà un'idea di come siano le case thailandesi e soprattutto come i thailandesi concepiscano lo spazio e gli accessori nel posto in cui vivono. Non c'è cucina, c'è solo un letto senza cuscini e lenzuola (che quindi sono da comprare), un armadio, una scrivania con lo specchio, un bagno. La stanza di Stefano non mi dispiace per niente e lui piano piano la sta riempiendo di cose carine come le luci che trova ad ottimi prezzi in giro.
 
Ho ancora una bella settimana da passare qui, sono indecisa se andare a Koh Pangan come avevo inizialmente deciso di fare oppure di ritornare a Koh Chang che mi aveva molto ispirato. Così ho rioptato per Koh Chang. Arrivo sull'isola che è già buio, conosco sul traghetto una ragazza olandese, Nancy, lei ci mette poco a convincersi di seguirmi al Tree House. Purtroppo essendo già tardi, non ci sono bungalows disponibili così nell'attesa che se ne liberasse uno il giorno seguente, ce ne siamo andate nel resort accanto. La sera prima di addormentarci ci siamo divertite un sacco a parlare di canzoni e cartoni animati vecchi. Il giorno successivo, Nancy preferisce spostarsi perchè per il suo "mood" attuale vuole un posto meno basico del Tree House. In effetti il TH è un posto molto spartano, i suoi bungalows di legno sono molto fricchettoni e tutti con l'amaca di fuori, i bagni sono esterni e in comune e le doccie sono delle vasche da cui attingere con delle bacinelle l'acqua che poi ci si versa addosso! Per me insomma...è perfetto! Resto 4 giorni pieni lì con l'intento di rilassarmi, riesco a malapena a farlo un giorno perchè quasi subito conosco dei ragazzi completamente fuori di testa troppo simpatici con cui facciamo combriccola per 3 giornate e serate di fila. C'è Samuel, lo svizzero e il suo amico/coinquilino con cui vive a Genova, Taddeus dall'Argentina, che parlano perfettamente italiano e si sono fatti 6 mesi vivendo in Cambogia nei villaggi, al punto tale che Taddeus s'è comprato pure un pezzo di terra ad un prezzo veramente economico! C'è l'impassibile ed acuto John dalla Svezia, con cui fare grandi discussioni filosofiche ma da questo punto di vista il migliore è il mitico e pacifico Ryan dal Canada, un ragazzo di 30 anni che insegna in un posto da paura e che ha un sacco di tempo per viaggiare. Credo che come finale del mio viaggio non potevo trovare migliore compagnia, con loro mi sono stradivertita in qualunque modo e posizione ci mettessimo! Se dovessi fare un bilancio sul mio soggiorno a Koh Chang, è tutto molto perfetto...a parte le altre 3 paia d'infradito al ristorante che mi hanno preso! Praticamente non c'è notte che con i ragazzi facciamo...giorno! Cosicchè anche la mia ultima notte lì, abbiamo fatto l'alba e io che avevo il pullman per Bangkok alle 8.30 non sono andata a dormire perchè era inutile. Per fortuna che le 6 ore di pullman a disposizione ho dormito come un sasso per recuperare un po'. A Bangkok mi rivedo con Stefano la sera successiva al mio arrivo da KC, il resto della giornata la dedico all'inevitabile shopping di fine viaggio. L'ultimo giorno io e Ste ci stiamo insieme fino alla mia partenza per l'aeoporto.
 
Sentire che ormai anche stavolta il tempo è volato ti porta ad essere geloso di ogni istante che vivi e che hai vissuto. Bangkok mi saluta sotto uno scrosciante pomeriggio di pioggia su un taxi comune verso l'aeroporto. La mia ultima conoscenza è Jordan, un ragazzo californiano, istruttore di rafting e "raccoglitore di funghi sulle montagne" e quindi lavoratore stagionale che gli permette così di farsi grandi mesate fuori e viaggiare (w il precariato!). Mi dà un sacco di dritte su come diventare guida rafting e io gli parlo della mia traversata del fiume fino a Vientiane (giusto per non farmi vedere sprovveduta!). Sembra veramente la conclusione di un film, noi due iniziamo a conoscerci con le solite frasi convenevoli da viaggiatori in zaino in spalla ma ironizziamo perchè la prossima tappa è...casa!
 
La domanda nasce spontanea...ma la casa...qual è?!!
 
(Aereo BKK-MXP, 23 aprile notte 2008)
 
Ndr
 
I'm came back...sono le 14.32 locali...italiane. Concludo così il mio  diario di viaggio . Ho i brividi dal freddo , la pelle scura dall'abbronzatura che piano piano si schiarirà  e ancora le intramontabili infradito che non mi sono levata neanche sull'aereo.
 
I tanti pensieri che ti si presentano in viaggio sono direttamente proporzionali alla lunghezza del viaggio stesso, so bene che non è facile trasmettere completamente l'entusiasmo e le emozioni personali per un qualcosa di vissuto, io ci ho provato  nella speranza  che magari a qualcuno abbia almeno fatto  venir voglia di sorridere con me leggendo dei posti che ho "vissuto"...T
 
orno in Italia perchè probabilmente lo voglio, ma conservo gelosamente l'ultimo respiro di ciò che è stato fino a solo ieri per non dire di non essere mai partita. Ancora una volta ringrazio di aver incontrato tanta bella gente sulla strada, come Mitzi o Cam, o Manu o Taddeus e Samuel...non posso ancora una volta non dire che il mio bene si amplifica e cresce rigoglioso grazie a delle esperienze che danno tutto un senso al mondo e che lo rendono ancora più vero nel cercare le piccole cose essenziali.
 
Ti voglio bene mondo...!! Al prossimo incontro...

Chapter 18: L'ULTIMA TAPPA NEL PAESE...CONSIDERAZIONI SULLA GUERRA

Con un altro sleeping bus arrivo ad Ho Chi Minh City che ormai e' gia' buio. Al primo impatto mi sembra di stare a Bangkok, HCMC e' grattacieli, grandi negozi, centri commerciali, locali notturni, cavalcavia e tanta altra visibile opulenza. Nella guest house faccio la stessa considerazione al ragazzo che mi porta a vedere la camera, aggiungo inoltre che Hanoi e' di stampo molto diverso. Lui giustamente mi tiene a ricordare che Hanoi e' comunista e che loro sono capitalisti. E' incredibilmente vero e nonostante sia finita la guerra, Hanoi che ora puo' godere degli scambi commerciali, non ha perso il suo fascino di citta' d'altri tempi che la fa dunque sembrare apparentemente meno evoluta e disposta ad integrarsi col resto del mondo.

 

Sono i miei ultimi giorni in Vietnam e qui ce ne staro' solo 2, il terzo partirò ancora una volta per la Thailandia, perciò cerco di organizzarmi bene visto che ci sono delle cose che tengo molto vedere.

 

Vado quindi sul delta del Mekong, uno spettacolo naturale che delinea la fine di uno dei piu' grandi fiumi dell'Asia. Contornato da case e mercati galleggianti i cui unici veicoli utilizzati per spostarsi sono appunto le barche. Qui il Mekong prende le forme di un pittoresco luogo dai connotati molto originali rispetto ad altre parti in cui è solo “fiume”. Ho anche l'occasione di fare un'escursione in bicicletta tra miriadi di canali collegati tra loro da ponticelli.

 

Il giorno successivo lo dedico alla visita dei tunnel a circa 50 km da HCMC in cui i Vietcong durante la guerra, si rifugiavano per non essere scovati dagli americani. Un posto direi agghiacciante. La nostra guida porta la sua testimonianza, anche se a quei tempi era ancora molto giovane, ma non abbastanza per dimenticare. La guerra del Vietnam in fin dei conti non è finita da molto tempo anche se apparentemente in molti luoghi sembra che ci si è già dimenticati delle atrocità subite e dei danni arrecati, ancora una volta qui in Indocina, ad un'intera nazione. I Vietcong per non essere scoperti dagli americani che durante il giorno principalmente bombardavano ovunque, si erano scavati una serie di gallerie chilometriche in cui si nascondevano durante il giorno. Inutile dire che entrare in uno di questi tunnel significa sentire salire completamente il senso di soffocamento. Tengo a precisare che gli americani hanno indistintamente ammazzato civili e militari poichè non avevano la certezza di sapere chi era Vietcong e chi no!!! Le atrocità avvenute in guerra non hanno pari, a volte sembra che il tutto si possa definire un grande errore. Gli americani stessi che si sono sentiti in dovere di venire in aiuto ai capitalisti del Vietnam del sud, dovevano assolutamente inseguire i propri ideali di nazione in cui il senso di supremazia e il potere economico ne fanno da padroni. Un gran bel compromesso che però non ha tenuto conto del fatto che avrebbe portato alla morte di migliaia di propri connazionali. La coscienza collettiva americana si risvegliò abbastanza tardi per poter evitare un cotale spargimento di sangue. Nacquero si' movimenti pacifisti, ma si schieravano ad un qualcosa che ormai aveva raggiunto un “punto di non ritorno” poiche' sfuggito eccessivamente dal controllo. Se la maggioranza voleva la “pace” si continuava comunque a combattere perche' ormai entrati in un circolo vizioso da cui uscirne solo dopo aver contato il maggior numero di vittime tra le varie fazioni. 

 

A sud della regione di HCMC si trova un altro luogo ancora piu' articolato coi suoi tunnel che pero' non sono riuscita a visitare per il tempo ridotto a disposizione. Tengo a menzionarlo in quanto questi tunnel, vicini al villaggio di Vinh, sono ancora piu' articolati e piu' belli. Inoltre il museo costruito accanto, e' ben organizzato per sensibilizzare e far riflettere chi va a visitarlo. In questi luoghi hanno combattuto truppe australiane e si trova un cimitero militare di tutte le loro vittime che insieme alle altre tante nazioni coinvolte nel conflitto hanno purtroppo perso la vita. Qui si puo' facilmente aver l'occasione d'incontrare e conversare con qualche ex veterano. Non c'e' miglior testimonianza delle emozioni e gli atroci ricordi di chi le cose le ha vissute realmente. Una ragazza vietnamita mi ha appunto raccontato di un signore australiano che visitando il cimitero, ha ritrovato la tomba di un suo carissimo amico che era stato mandato in Vietnam a combattere e la scena che ne segui' mi disse fu molto toccante.

 

L'ultimo giorno, come ultima testimonianza di un'altra guerra senza senso, decido di andare al museo dei residuati bellici. Durante il tragitto che mi distanzia dal museo, mi imbatto nell'ennessima strada trafficata da migliaia di motorini cercando di attraversarla! Dopo un bel po'che sto ancora lì comincio a pensare di attraversarla dribblandoli tutti auspicandomi di evitare il suicidio. Col mio pensiero fatto decido di rischiarmela, sennonché uno di questi motorini si accosta e il ragazzo che lo guida si toglie il casco. Riconosco così il ragazzo con cui sono andata a vedere il tempio delle Giare a Phonsavan in Laos, una coincidenza incredibile! Qualche giorno prima avevo proprio dedicato a lui un pensiero, proprio perche' mi ricordavo avermi detto di abitare ad HCMC ma avevo anche ovviamente pensato che data la dimensione della citta' e la numerosa popolazione, sarebbe stato impossibile incontrarlo. Ma così non è stato! Lui stava proprio lì...in una stradina qualunque di HCMC! Abbiamo parlato un po', lui era appena rientrato dal suo viaggio di un mese in Laos ed aveva ricominciato le lezioni all'universita'. Mi ha fatto molto piacere parlare con lui, dopodichè mi offre un passggio fino al museo col motorino (grande idea...così almeno riesco ad oltrepassare quella strada trafficata!). Ci scambiamo gli indirizzi mail, poi lui scappa a lezione ed io finalmente entro nel tanto agognato museo.

 

Anche qui, rivivo le atrocità del passato e del presente piu' assurde. Oltre a informazioni che conosco già mi faccio un'ampia cultura sull'agente arancio, con cui gli americani disseminavano il territorio e che era in grado di provocare danni fisici molto gravi alle vittime che ne venivano a contatto. Nel museo si può inoltre trovare un'ampia documentazione dei luoghi, della quantità, degli effetti chimici devastanti e soprattutto foto di persone...appunto deformate...molte delle quali in vita oggi. 

 

Un altro interessante argomento, oltre alla parte dedicata alle campagne pacifiste pro-Vietnam da parte di tutto il mondo, è quello dei campi di rieducazione. Sulla stessa falsariga dei Khmer Rossi, questi campi venivano utilizzati per “rieducare” i vietnamiti che andavano contro il regime. Come ho gia' detto nel capitolo precedente, ancora oggi dovrebbe essercene uno in funzione che accoglie i prigionieri politici.

 

Ancora una volta, dopo la Cambogia, ingoio amaro e mi fermo a riflettere. Partecipo col cuore al dolore patito da migliaia di persone e ancora una volta...ringrazio di essere nata in una realtà storicamente diversa, più fortunata. Ne faccio tesoro per cercare di comportarmi bene col prossimo e con me stessa, trascurando le cose eccessivamente superficiali che al contrario nel nostro tempo abbondano.

 

Nel tardo pomeriggio giunge l'ora di congedo dal Vietnam per rientrare definitivamente nella mia ultima meta asiatica...ancora una volta la Thailandia.

 

(Koh Chang, 23 aprile 2008)

 

April 23

Chapter 17: ALLA VOLTA DEL SUD...

Ho abbandonato il mio travelmate  Andrew per strada, sinceramente l'ho  trovato poco  d'iniziativa e soprattutto avevo  proprio voglia di viaggiare da sola! Con uno "sleeping bus" molto confortevole, che al posto dei sedili ha dei veri e propri letti, mi sono diretta ad sud alla volta di Hoi An. Ovviamente anche qui in Vietnam come per il resto dell'Asia ci sono le solite "fregature". Il tipo che mi ha venduto il biglietto mi ha spacciato come diretto lo sleeping bus  fino ad Hoi An dove da Hanoi ci vogliono circa 12 ore per arrivare. In realta' l'indomani dalla mia partenza, verso le 6 del mattino mi son ritrovata ad Hue' a 3 ore  di distanza da Hoi  An, con una sosta di sole 6 ore d'attesa per la coincidenza! Vabe' a questo  punto, vado a fare colazione di fronte al terminal dei bus prima di rilassarmi un po'. Nella caffetteria trovo un ragazzo francese che sta facendo 6 mesi di esperienza in Vietnam in un'organizzazione non governativa il cui progetto e' quello di coinvolgere i giovani del posto ad imparare a fare  i dolci e il pane (in puro stile francese), creando cosi' occupazione ed una alternativa di fonte di guadagno. Ne discutiamo un po', dal punto di vista della sostenibilita' si  potrebbero  fare dei discorsi a parte che prescindono dalla  globalizzazione, da un  altro direi che queste persone cercano di dare lavoro ed opportunita' a chi qui non ne ha percio' ben venga!
 
Dopo la coinvolgente conversazione e la colazione, ho ancora parecchie ore libere e con la guida in mano, noto che  la citta' e' abbastanza piccola da poterla visitare  in una mattinata. Ho pure incrociato due ragazzi francesi conosciuti nella mia gita ad Halong Bay, con uno dei due, lui di origine vietnamita, durante il rientro da Halong Bay mi ero fatta spiegare un mucchio di cose sulla situazione del paese, lui inoltre mi aveva portato pure la testimonianza dei suoi nonni per quanto riguarda  i "campi di rieducazione" (mi dice, che uno e' tutt'ora esistente, ma poiche' i media ne non danno notizia, la realta' passa tragicamente inosservata).  Quella mattina mi saro' mangiata chilometri di strade. Quando sono ritornata a prendere il pullman, avevo abbastanza stanchezza  addosso per svenire sul sedile! 
 
All'alba delle 6 di...sera (quindi in totale da Hanoi, 24 ore di viaggio...) finalmente giungo ad Hoi An,  una bellissima cittadina situata sulla costa esattamente nel centro della cartina del Vietnam. Questo posto e' un angolo molto caratteristico dalle viuzze  variopinte che  si affacciano sul fiume. Il posto è talmente carino che e'stato  considerato patrimonio mondiale dall'UNESCO. Dopo aver trovato una guest house molto economica mi sono subito precipitata a vivere la citta'. Rincontro in  un ristorantino 2 ragazzi tedeschi che mi avevano dato qualche dritta su dove andare a dormire qui, mi unisco a  loro,  ci  mangiamo  una cosa insieme e poi andiamo in un altro  posto dove  ci sono altri ragazzi in viaggio ad Hoi An, le ovvie conversazioni intavolate mirano su "dove sei stato" "da quanto tempo stai in giro" ecc. In particolare mi colpisce la storia di Max. Un ragazzo tedesco che nella vita fa l'attore ed ha trovato come suo spunto d'ispirazione il Vietnam al punto tale che ci si è trasferito per un anno almeno, girandolo in moto in ogni suo angolo, da cui ne vuole poi produrre un film.
 
Il giorno dopo vado  a vedere  il sito archeologico di Mae Sae, simile ad Angor Wat in Cambogia, con cui non c'e' paragone, ovviamente Angor e' molto piu' spettacolare. Anche qui faccio amicizia con dei ragazzi francesi e spagnoli con  cui la  sera  ce ne  andiamo a  mangiare su un bar  sulla  spiaggia dove trovo un bellissima cucciola identica a Sat!! Me la spupazzo tutta la sera e lei mi sta tutto il tempo sulle ginocchia a prendersi  le coccole. Me la porterei  in Italia, come ho fatto con Sat,  ma  e'troppo un casino perche' prima devo oltrepassare due  stati! Allora a malincuore la  lascio li', che tanto se sta nel bar le daranno da mangiare!
 
Il giorno dopo e' il mio ultimo giorno ad Hoi An, ma ho il pullman la sera cosi' coi ragazzi francesi ci noleggiamo le biciclette e ce ne andiamo al mare che si trova a 4 chilometri circa. Il posto che scoviamo e' molto carino e non c'e' nessuno. Nel frattempo nello stesso tempo ci raggiungono Max il ragazzo tedesco conosciuto la prima sera ed un suo amico. Verso il pomeriggio, rientriamo ad Hoi An e siccome non ho piu' la stanza, le 2 ragazze francesi mi "offrono" una doccia da loro, almeno parto pulita (una vera rarità qui a volte!).
 
La mia prossima destinazione e' Mui Ne'. Un paradiso in terra con un microclima invidiabile rispetto al resto del paese. Anche stavolta viaggio tutta la notte e la mattina finalmente apro gli occhi e vedo per la prima volta il cielo veramente ed intensamente azzurro. Mui Ne' e' molto piccola e si estende per 10 chilometri circa su tutta la costa. Stavolta mi tratto bene e non bado a spese. Sborso 15 euro a notte per avere il bungalow da paradiso di fronte alla spiaggia. Decido di restare li' per 3 notti. La sera stessa incontro Maxx e Stefan, 2 ragazzi tedeschi conosciuti sul pullman, il giorno dopo con loro decidiamo di prendere una gita per andare a vedere le dune di sabbia, caratteristiche di questo luogo. Prenotiamo la jeep per la mattina dopo molto presto verso le 5 per vedere l'alba sulle dune, ma poiche' la sera prima abbiamo fatto un "po'" (!!!) la mattina dopo non si e' svegliato nessuno. Ci abbiamo riprovato nel pomeriggio per riuscire a vedere almeno il tramonto. Ed e' stato bellissimo lo spettacolo che ci siamo ritrovati davanti vedendo le dune! Queste dune di un giallo intenso, nascono naturalmente immezzo ad una vallata e si estendono per chilometri e chilometri. Ovviamente c'erano i soliti milioni di turisti, cosi' per evitare di godermi lo spettacolo con loro me ne sono andata 4 dune piu' avanti. Sotto il caldo sole delle 17 e sprofondando i pieni nella sabbia, m'immaginavo nel deserto del Sahara perduta inmezzo al nulla e a come sarei sopravvissuta. Sprofondando fino alla quarta duna, ormai ansimavo dalla fatica, ma ne e' valsa la pena. Mentre le caterbe di turisti cominciavano ad andarsene. Insomma alla fine eravamo rimasiti solo noi 3!
 
La sera, rientrati dall'escursione, ho reincrociato Carolina, una ragazza brasiliana conosciuta la sera prima e l'ho invitata ad unirsi a noi per cena. Carolina e' una di quelle accanite viaggiatrici che si sta facendo l'intero mondo per 1 anno. Ed e' veramente una rarita' vedere una della sua nazionalita' da queste parti. Abbiamo passato una bella serata ma il giorno dopo sarebbe stato il turno di andare ad Ho CHi Minh, l'ultima mia tappa in Vietnam...
 
(Bangkok, 20 aprile 2008)
April 21

Chapter 16: SERATE VIETNAMITE

Io e Manu, molto "sostenibili", quella sera ad Hanoi ce ne siamo andate a mangiare in uno di quei baracchini che si trovano sulla strada e che fanno un ottimo barbecue e con soli 2 euro ci siamo fatte la grigliata di pesce.
 
Abbiamo parlato di tante cose con la voglia di conoscersi di piu, di scambiarsi riflessioni e soprattutto di trascorrere una bella serata insieme. Lei non sa quando rientrera' in Francia, ha mollato il suo lavoro per poter viaggiare fino a quando puo' permetterselo e per poter fermarsi nei posti piu' incontaminati partendo dal Vietnam per poi risalire verso la Cina fino la Mongolia e da li' forse proseguendo con la Transiberiana.
 
Dopo la grigliata ce ne siamo andate in un altro baracchino tipico di queste parti dove ti servono la tipica birra locale la "Hay Hoi", molto economica e le cui caratteristiche fanno si' che possa essere bevuta solo nell'arco di poco tempo date le sue proprieta' . I baracchini che la vendono sono facilmente riconoscibili perche' hanno delle enormi grandi cisterne in cui vengono riempite le pinte. Accomodarsi in un luogo simile ti permette di vivere la strada e di fare facilmente amicizia con qualche locale o avventore che si siede per rilassarsi sorseggiando questa birra e nel frattempo osservando i passanti che sfilano di fronte ininterrottamente. Accanto a noi, stavamo seduti una coppia di 50enni americani che non hanno perso occasione di parlare con noi, intavolando la solita conversazione sullo scambio dei propri itinerari di viaggio o suggerimenti sui posti migliori dove fare buoni acquisti.
 
Stavamo molto bene e soprattutto tranquille li' senonche' abbiamo vissuto un incubo. Un ragazzino che vendeva libri per strada, ad un carto punto, ci si siede accanto e comincia a scherzare insieme a noi. Ci racconta un po' di come vive. Ma improvvisamente, dopo un po' che stava li', come vivendo in un film ho visto avvicinarsi al nostro tavolino dei ragazzi con delle bottiglie di vetro vuote tutti intenzionati a scagliarli nella nostra direzione. Io d'istinto cerco una via di fuga che purtroppo non c'e' perche' sono circondata da dei tavolini; non so che fare...Nel momento in cui i ragazzi lanciano le bottiglie chiudo gli occhi sperando di non essere colpita. I ragazzi scagliano le bottiglie verso il ragazzino che cerca di disvincolarsi in qualche modo. Ma i ragazzi lo brancano e cominciano subito dopo a prenderlo a pugni e calci davanti ai nostri occhi. Lui all'inizio e' a terra circondato ma per fortuna con uno scatto riesce a rialzarsi e a scappare velocemente creandosi un varco tra di loro. Gli altri ragazzi, saranno una decina in tutto, allora lo inseguono e tutti scompaoiono dietro l'ultima curva, sotto gli occhi di molti passanti increduli dello spettacolo. La situazione e' pietrificante, mi sembra di essere in un film di Bruce Lee in cui c'e' la risoluzione dei conti. Siamo tutti sconvolti  e la prima cosa che faccio appena i ragazzi si allontanano e' accertarmi che Manu e gli altri stiano tutti bene. Per fortuna nessuno di noi due ha incredibilmente incrociato la traiettoria del lancio delle bottiglie dato che tutti i pezzi di vetro alla fine erano praticamente sotto ai nostri piedi! La povera donna proprietaria del baracchino e' molto arrabbiata ed amareggiata dalla scena vissuta, perche' cosi' perde i clienti che dallo spavento che magari quella non e' una zona tranquilla da lei non ci vanno piu'. Ci spiega che i ragazzini che vendono libri sulle strade lo fanno illegalmente e di conseguenza non si possono fermare per troppo tempo in un posto per non essere notati loro in primis e subito dopo mettendo in mostra tutta la categoria degli ambulanti. Questo comporta da parte di tutti loro della creazione di un codice di comportamento da seguire che se viene infranto porta a violente scene come queste. Mi auguro vivamente che il ragazzino sia riuscito a scappare. Credo che dalla giovane eta' a volte la voglia di trasgedire sia normale, ma aleggia anche un'incoscienza e soprattutto la voglia di lasciarsi giustamente andare dalla sua cruda realta' per cercare ogni tanto di svagarsi sedendosi per qualche minuto semplicemente accanto a noi a conversare. Dura concessione nei vicoli di Hanoi...
 
Io e Manu completamente sconvolte e il battito accelerato, ci spostiamo da li' purtroppo per le donne del baracchino , perche' abbiamo bisogno di ripigliarci un attimo. La nostra serata e' proseguita altrove e gradatamente ci e' tornata la tranquillita' ma non abbastanza per farci stare in giro tanto tempo, entrambe avevamo bisogno di tornare nelle nostre stanze a rilassarci e a far passare la giornata fino a quella successiva.
 
Ci siamo salutate col pensiero rivolto al destino che se sara' magari un giorno ci rincontreremo. Tutto il bene per Manu...
 
(Tree House, 18 aprile 2008)
 
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bugnerdwrote:
Ciao piccola sonia!
Sono qui, dove tu sai, e sento una nostalgia tremenda di te, dei nostri discorsi e delle nostre risate. Mi consolo seguendoti sul blog...Spero che un giorno lo aggiornerai con altre foto meravigliose di tutti i tuoi viaggi mentali e non...Almeno sbirciando di tanto in tanto mi sento un po' meno sola...Scusa l'accento un po' deprex ma ogni tanto qui è veramente dura e avrei tanto bisogno di un tuo sorriso...
Ti voglio bene.
La
July 14
Ciao Sonia,complimenti,davvero un bel blog....anche le
foto sono bellissime,anch'io adoro l'asia,da quando sono
stata in Thailandia,mi sono innamorata della gente,dei profumi,
dei colori,insomma di tutto......
Ciao,un bacio,Sara. 
July 10
Ciao...sono Luca...ho visto che suoni il dodjeridoo...se ti interessa..vieni a visitare il mio space..per trovare info sui didjeridoo..e per info sulla festa che si terrà a Bologna il 25 maggio..!!!
Ciao complimenti per il tuo space
Apr. 10
Rxwrote:
Ciao ciccia, ho finalmente internet a casa! Fammi sapere quando rientri.
Un bacio grande!
Rx
Apr. 9
clublametawrote:
Ciao Sonia, buona Pasqua ovunque tu sia, noi domani come da tradizione grigliamo da Cocci ma..........sotto la neve! Si, oggi qui a Lecco nevica.
A presto.
 
Baci dal Presidente 
Mar. 23
Running through important different cultures